

Dieci giorni di attenzione sull’Albergheria. Giuseppe Scuderi
Dal 25 novembre al 5 dicembre l’Albergheria si proporrà all’attenzione della città: dall’input della Fondazione Salvare Palermo per una riflessione propositiva sul quartiere è derivata l’idea, proposta dalle decine di associazioni che con diverse forme di “volontariato” operano nel mandamento con il filo conduttore del progetto diocesano “Albergheria e Capo insieme”, di poter confrontare le diverse “Albergheria” che ogni giorno s’incontrano: quelle purtroppo quasi “ideali”, del passato (esposte nei rilievi e nelle desccrizioni dell’urbanistica, dei monumenti e delle loro storie) e del futuro (si vedano i progetti, le proposte, le ipotesi), e quelle invece “tangibili”, rappresentate dal doloso disinteresse (delle amministrazioni, dell’imprenditoria) che sino ad un ventennio fa teneva lontano dal quartiere ogni investimento; dallo sgretolarsi della socialità per il rimescolarsi delle residenze: alla riduzione di quella storica, allontanata verso le periferie, ha fatto riscontro la disponibilità di alloggi per i “nuovi palermitani”, gli studenti, gli immigrati. Ma troppo spesso parlare di alloggi è un offesa, perché proprietari senza scrupoli (quasi sempre non residenti) affittano spazi che non dovrebbero essere mai considerati “case”; dal precipitare dell’economia (con la drastica riduzione del volume di affari del mercato, e quindi l’impoverimento degli abitanti) da cui ovviamente il trasformarsi delle mercanzie, dall’ortofrutta agli stupefacenti.
Siamo convinti che non basti una “visita guidata” domenicale per capire i problemi, siamo convinti che la nostalgia dei “fasti della Palermo felicissima” sia uno dei limiti alla resurrezione del quartiere. E siamo altrettanto convinti che non basti, come purtroppo è accaduto e ancora accade, “affidare al mercato” il recupero edilizio: improponibile il confronto tra il costo delle ristrutturazioni e la disponibilità economica dei residenti, e rischioso affidare alle imprese la riconnessione delle proprietà e delle strutture, non potendo negare il certo interesse dell’economia “illegale” verso l’edilizia, come provano tante indagini. E allora le “politiche” verso l’Albergheria, come verso gli altri mandamenti, dovranno essere quelle degli interventi veramente straordinari, non nella loro quantificazione economica, ma nella coerenza e nella sinergia di tutti: il Comune per le sue competenze, l’Università ormai partner del quartiere con le residenze e le facoltà, l’imprenditoria non solo edilizia, perché collabori anche solidariamente alle realizzazioni, l’Istituto case popolari perché investa sempre più nel recupero, unico strumento per mantenere l’identità culturale degli abitanti, di generazione in generazione, l’associazionismo, perché sia giornalmente presente, ognuno secondo le proprie possibilità, nella vita dell’Albergheria.
Il calendario delle iniziative è sul sito www.albergheria.it