
Chi può negare che una bambina di un anno circa sia un "soggetto a ridotta
capacità motoria"? e che sia proprio lei a dirlo, leggendo come in un fumetto
la "nuovoletta" affissa alla parete del bus?
Chi non può non apprezzare i suoi capelli colorati e rallegrati dai
batuffolosi elastici messi dalla sua mamma?
Chi non può leggere nella sua espressione una contentezza di essere lì, come
la sua mamma che le è seduta di fronte, e di sentirsi grande, importante, come
quella sua forse ideale parente, la signora Rosa Parks di Montgomery, Alabama,
che il 1 dicembre 1955 si rifiuta di cedere il posto da lei occupato su di un
autobus ad un uomo bianco?
E purtroppo, chi non può anche non aver ascoltato qualche voce che, nella
cattiveria che troppo spesso marca Palermo: "ma a picciridda picchi un'sa mette
'mrazza e lassa 'u posto a quacchinautro?"