venerdì 30 novembre 2007

Come umiliare un soffitto barocco?

Deve andare a Palazzo delle Aquile chiunque voglia sapere come si possa "chiaramente", luminosamente ?, mortificare e danneggiare un soffitto barocco. Magari all'insaputa di ogni sovrintendenza e contravvenendo al rispetto che merita un'opera d'arte che è patrimonio cittadino. E in quello storico Palazzo nel quale, nel bene e nel male, da secoli si è amministrata Palermo sarà possibile vedere quel quadriforme "lampadario"di plastica bianca e verde farcita di neon che pende, non per miracolo, dalle tavole d'autore tramite quattro specie di tappi neri con altrettanti tiranti ( particolari ben visibili nel dileggio complessivo documentato dalla foto di Andrea Ardizzone ) impernati nel dipinto e collegati al muro da una perversa spirale nera che porta l'energia elettrica al tutto da una cassetta bianca di plastica. Per avere contezza dei particolari provate a ingrandire la foto. Noi continuiamo a non voler credere ai nostri occhi, magari ostinandoci a pensare che il soffitto sia solo realizzato in tavoloni di legno ricoperti da una carta da parati di quella che si compra a rotoli.
Ci riserviamo uguali se non peggiori immagini del modo in cui si può mortificare un soffitto ligneo del settecento, ovviamente sempre nello stesso posto.
Beninteso, non sappiamo a quale amministrazione o giunta installatasi nel Palazzo di Città a partire dalla scoperta dei tubi al neon fino ai giorni nostri, sia da addebitare il danno. Esiste forse qualcuno che intervenendo ce lo possa dire?

giovedì 29 novembre 2007

Riaparazione scarpe lampo.

Di fattura assolutamente artigianale, il "cartello" affisso su una parete ai piedi del fatiscente palazzo Pietratagliata (ph. Lucio Forte) riporterà con nostalgia qualche sessantenne d'oggi al tempo in cui i ragazzi (meglio, alcuni ragazzi) possedevano solo il paio di scarpe che portavano ai piedi.
Allora, negli anni del dopoguerra e dintorni, chi aveva urgente bisogno di una riparazione si recava dal "ciabattino lampo", 'u scarparu. Che aveva sempre più di uno sgabello a disposizione di chi aveva bisogno di sostare brevemente in bottega. In attesa che il ciabattino riparasse, a tempo di record, le scarpe con le quali l'estemporaneo cliente poteva tornare impunemente a casa o, più felicemente, a continuare la partita di pallone improvvisamente interrotta per "impraticabilità di scarpe".

martedì 27 novembre 2007

via Vetriera

La fogna è scoppiata e il tanfo caratteristico del liquame maleodorante si stende da un capo all'altro della strada, da via Spasimo agli splendidi restauri d' angolo di via Alloro.
Due sedie ammoniscono le auto sul puzzolente pericolo. E intanto l'omino in fondo alla via siede accanto a un ventilatore, incomprensibile mentre novembre finisce. Nel settimo anno del terzo millennio palermitano,( Era Azzurra) il vecchietto siede davanti al rettangolo ritagliato nel muraglione, il vano che è la porta alla sua "casa",nuova ma provvisoria, in attesa cioè che al posto di quella ugualmente infame che le ruspe gli hanno abbattuto circa un mese fa qualcuno gliene costuisca una da cristiani.
Palermo Novembre, anno VII T. M. E.A.

lunedì 26 novembre 2007

Non siamo allo Zen o lungo le corsie laterali della circonvallazione verso Brancaccio.


Non siamo allo Zen o lungo le corsie laterali della circonvallazione verso Brancaccio. Siamo a Piazza San Giovanni Decollato, sotto Palazzo Reale e difronte Palazzo Sclafani, davanti la diroccata chiesa dedicato al santo senza testa e al cippo che ricorda un po' di vittime degli scontri borbonico-garibaldini. Il relitto d'automobile stà lì da un decennio, dalla morte del proprietario (un immigrato magrebino, defunto, ovviamente, senza parenti a cui servisse il mezzo): dopo svariate proteste, anche mie, all'inizio del 2007 i vigili hanno apposto il foglietto con "l'avvio del procedimento" per cercare proprietari ed eredi; quelli che abitiamo nella piazza abbiamo inutilmente fatto presente che il proprietario è morto e parenti non ce ne sono... Il motorino rubato invece l'hanno portato un paio di giorni fa... Dimenticavo, la squadra mobile dista cinquanta metri, il locale "alla moda" Palab 20...
Giuseppe Scuderi

mercoledì 21 novembre 2007

Il restauro dello stand Florio.

Sfogliando una vecchia copia del Giornale di Sicilia, era , se non sbaglio, il 16 novembre del 1987, ho appreso che lo stand Florio era stato appena restaurato a spese dell'assessorato regionale ai BB. CC.. E solo dopo l'insistente campagna combattuta a tal fine dalla benemerita associazione Salvare Palermo. Complessivamente per circa 300 milioni, compresa la recinzione.
Con il restauro doveva anche cambiare la destinazione dell' edificio, un tempo utilizzato per ospitare le crudeli gare di tiro al piccione o alle doppiamente disgraziate allodole. Innocue bestiole che, dopo essere state catturate con le reti, venivano liberate per essere impallinate da chi si poteva permettere tale "sport". Apro parentesi.( Nel 1944, quando i militari della Sabaudia spararono sulla folla di gente che davanti alla prefettura chiedeva "pane e pasta", la stampa coeva fece sapere anche che il giorno successivo a quella strage era in programma allo stand Florio una gara di tiro al volo, giusto alle allodole, se non ricordo male. Per partecipare, per avere cioè diritto a sparare ad una delle skylark amate e cantate da un grande poeta inglese, bisognava pagare 50 lire a colpo. Mentre era certo che quel giorno una copia di giornale costava lire DUE. Meditate sulle contraddizioni di Palermo, per favore.)
E, chiusa parentesi, devo dire che ora a che cosa serva il padiglione non saprei. So che qualche tempo fa era stato deciso di utilizzarlo per celebrarvi i matrimoni col rito civile. Si usa ancora a tal fine ? Quello che so per sicuro è che nel 2005, in una mia foto, il prospetto del restaurato padiglione era quello che allora ritrassi.

martedì 20 novembre 2007

De profundis ad te clamavi.

Da una panchina del Foro Italico, tra un birillo e un totem, un vecchio messaggio dal profondo di una situazione sempre attuale.

lunedì 19 novembre 2007

E sempre a proposito di sciacquoni, però municipali.


Quando i cessi , pardon, i nuovi servizi igienici del complesso monumentale dello Spasimo - proprietà del Comune di Palermo - furono aperti al pubblico a chiunque parve d'essersi all'improvviso trovato nelle toilette dell'Hilton. Tutte di marmo e di polita pietra. Dove, quando ci si voleva lavare le mani, bastava accostarle al rubinetto del lavabo. Immediatamente una cellula fotoelettrica notava la necessità di quel bisogno minimo e faceva scaturire un prolungato getto d'acqua dal rubinetto. Per non dire di quando i bisogni erano di un'altra portata. Lo sciacquone scattava, sempre per marchingegno elettronico, appena veniva richiusa la porta del vano in cui era stata soddisfatta più complessa esigenza.
Ora succede che da alcuni mesi le cellule dei gabinetti di decenza sono diventate cieche. Per cui delle due l'una: O si lascia lo sporco per il prossimo avventore oppure si segue, almeno per quanto riguarda i bagni delle signore, il consiglio-invito del cartello nella prima foto. La seconda foto attiene al bidone di plastica e alla "cannata", o boccale d'egual materia, con cui pescare l'acqua dal bidone per portarla giudiziosamente, - attenzione agli schizzi - nel vano del cosiddetto water.
Tutto questo mentre è risaputo che il magnifico complesso di Santa Maria dello Spasimo è meta sia di vip che di common people, nostrani o stranieri.
E a proposito di vip, ricordo che una volta visitò il complesso anche Hillary Clinton. A questo punto basta immaginare l'ex first lady che torna oggi a rivisitare il posto che le piacque tanto e che alla fine le scappi il bisognino. Certo è che non vorrei trovarmi nei panni del palermitano che, a conoscenza dell'inglese, si dovesse ritrovare a dover tradurre quel cartello-avviso all'illustre ospite, forse prossimo presidente Usa, invitata a quel modo a pescare dal bidone e tutto il resto............!!!!!!!!!!!

Per riempire lo sciacquone si confida nella pioggia.




Per riempire lo sciacquone si confida nella pioggia.
La foto è fatta sul retro di Palazzo Cesarò, davanti il SS. Salvatore in Corso Vittorio Emanuele.

Photo by
G.S

domenica 18 novembre 2007

La maratona 2007

Fine gara anticipato. Ai primi posti la pioggia e un maltempo che non ha dato pace.

I falchi,le colombe e l'anticamera.

I senza casa, che in ottobre occuparono l'aula consiliare del municipio, da qualche giorno hanno meno spazio in cronaca. I media li hanno divisi in falchi e colombe. E quello che si è saputo di loro più recentemente riguarda il fatto che i cosiddetti falchi hanno occupato un palazzo comunale di via Alloro, mentre le più miti colombe starebbero usufruendo di un alloggio in alberghi minori a spese del comune.
Non sappiamo dove sia finita la coppia di coniugi che, al tempo dell'occupazione, ha accettato di essere ritratta su una delle panche che stanno nell'anticamera di Sala delle Lapidi e che hanno per braccioli certi leoni in legno con una loro storia. Storia che ha particolari da paradosso rispetto alla vicenda dei senza casa. Almeno, a giudicare da quanto a chi scrive ha raccontato un commesso comunale che per anni fu di servizio davanti a tali sedili.Uno ormai in pensione, ma che non ha più dimenticato di aver visto su quelle stesse panche i palazzinari intenti a conversare, fitto fitto, con quanti furono considerati i responsabili del "sacco" che sparse di palazzoni la Conca d'Oro.

Adesso non sappiamo, come detto, dove sia finita quella drammatica coppia che per necessità di cose non potrebbe che rientrare tra le cosiddette colombe. Sarebbe doloroso ritrovarli, nelle stesse condizioni e dopo un eventuale mese di locanda, dentro un container.

sabato 17 novembre 2007

Stress

Qualche giorno fa hanno protestato anche loro. Uno dei manifestanti - davanti al palazzo del Governatore - mi ha detto che per il suo stress lavorativo un significativo aumento gli è più che dovuto.

E'ora di cambiare il mondo.

Oggi 17 novembre 2007. Malgrado la pioggia e il freddo, rimane sempre la giornata dei buoni propositi.

venerdì 16 novembre 2007

Il poliziotto di quartiere.

Da L'Ora del luglio 1986. I poliziotti di quartiere.Vuoi vedere che ci sono da 21 anni e ancora non ce ne siamo accorti?

giovedì 15 novembre 2007

Basta con i Gattopardi

Repubblica di martedì 13 novembre, intervista a Vincenzo Consolo: "Giuseppe Tomasi di Lampedusa... nel Gattopardo non fa altro che assolvere la classe nobiliare di cui fa parte. Quando dice che ai gattopardi succederanno le iene e gli sciacalli dimentica di aggiungere che quelle iene e quegli sciacalli li hanno allevati loro, gli aristocratici... Loro hanno armato la mafia nei loro feudi". Nello scorso maggio Antonio Presti ha "reinaugurato" la Finestra sul mare a Tusa (nella foto la gigantesca scultura di Consagra sulla Fiumara d'Arte) e lì ho sentito Consolo quasi urlare "Questa è la Sicilia, basta con i gattopardi".
Condivido.
Giuseppe Scuderi

mercoledì 14 novembre 2007

Il carovita

Dal terribile annunzio comparso sul più antico quotidiano cittadino il 20 ottobre del 1944, e di cui alla foto in alto, "carovita" è infausto termine che gli appartenenti a questa generazione hanno assai di rado , o quasi mai, letto sulle pagine di un giornale. Mentre per i sessantenni d'oggi "carovita" è termine dimenticato o quanto meno assai desueto da molti anni. Una parola che comunque susciterà tristi ricordi - e le considerazioni conseguenti - in quanti di "carovita" leggeranno oggi sulle pagine dei quotidiani. Su quelli che riprenderano il contenuto del seguente lancio di ufficio stampa comunale e del quale si può venire a conoscenza tramite la relativa newsletter del 13 novembre 2007:

LOTTA AL CARO-VITA E TRASPARENZA DEI PREZZI, MINEO PRESENTA LE INIZIATIVE

Domani mattina, alle 11, nei locali dell'assessorato comunale ai Mercati, di via Montepellegrino 4 (Mercato Ortrofrutticolo), l'assessore Franco Mineo, nel corso di una conferenza stampa, illustrerà le iniziative in cantiere per la lotta al caro vita e per garantire la trasparenza dei prezzi a tutela dei cittadini-consumatori.

--- fine newsletter ---

NOTA: Beninteso, e va da sè, che la pubblicazione di quanto sopra viene fatta solo per dovere di cronaca, e senza volere avanzare alcuna critica ad alcuno per quanto concerne le cause dell'attuale carovita.

martedì 13 novembre 2007

Il rosa e il nero in una sola foto.

Nell'immagine, ripresa da un particolare punto di vista da Giuseppe Scuderi, il nero è chiaramente in primo piano. Lo rappresentano le rovine delPalazzo Papè Valdina Oppezzinga di via Protonotaro, polverizzato dalle bombe del '43 e mai più risorto.
Il rosa è costituito dal fastigio dell'ex Chiesa di Santa Maria della Grotta che, con prospetto su Corso Vittorio, oggi è l'ingresso alla benemerita Biblioteca Regionale.Ubicata nell'ex Collegio Massimo dei Gesuiti e della cui storia, per molte ragioni, riteniamo che il maggiore esperto sia lo stesso autore della foto.

lunedì 12 novembre 2007

I Rangers palermitani non hanno potuto espugnare l'Isola delle Femmine


RANGERS-ISOLA DELLE FEMMINE 0-1
RANGERS: Graziano, Carramusa, Durante, Testagrossa (53’ Martino), Follari (73’ Corrao), Gnoffo, Monti, Renda, Agliuzza, Giammona (51’ Ales), Testa.
ISOLA: La Bua, Panzica, Fontanetta (71’ Scillufo), Pagano A., Bruno, Di Chiara, Calatabiano, Di Martino (66’ Davì), Caruso, Pagano C., Giammarinaro (81’ Mercadante).
ARBITRO: Tedesco di Marsala
RETE: 47’ Pagano A.
Palermo. Il campo del “Santa Cristina” ormai è diventato terra di conquista: dopo l’Atletico Alcamo questa volta è la forte squadra di Isola delle Femmine a portarsi a casa l’intera posta in palio. Dai Rangers ci si aspettava una prova d’orgoglio dopo le ultime deludenti apparizioni e, in effetti, la squadra di Giuseppe Ciminna per un tempo ha retto alla buona organizzazione degli ospiti; il crollo si è avuto nel finale, vuoi anche per alcune discutibili decisioni arbitrali. Ma andiamo con ordine. I padroni di casa si presentano subito concentrati all’appuntamento domenicale e lo si capisce subito dalla grande mole di lavoro che svolgono in avanti: sono pericolosi con Agliuzza che colpisce il palo in apertura, ma anche con Giammona e Testa che intravedono la porta, senza però pungere più di tanto. L’impegno non manca, ma ciò che manca forse è quella pedina capace di costruire e smistare palloni in avanti, un vero centrocampista di ruolo. Appena i rossoblu hanno abbassato un po’ la guardia, ecco che è venuta fuori tutta la furia degli ospiti, peraltro privi di due pedine fondamentali come Palazzolo e la punta Spataro. I ragazzi di Antonino Sansonini hanno giocato una buona partita: gioco sulle fasce, tante verticalizzazioni e hanno avuto in Claudio Pagano l’unico terminale offensivo delle proprie azioni. In chiusura di tempo sarebbero potuti passare in vantaggio, ma Bruno dopo aver superato il portiere Graziano e a porta praticamente libera ha calciato, clamorosamente, sulla traversa. Ma all’Isola delle Femmine sono bastati due minuti della ripresa per passare, grazie a un bel tiro di Alessandro Pagano che dai 20 metri non ha lasciato scampo al portiere di casa. La reazione dei Rangers è stata sterile, anche perché a questo punto a rendersi protagonista della partita è stato l’arbitro Tedesco di Marsala, che ha espulso tre giocatori rossoblu: prima Ales per gioco pericoloso, poi Corrao per fallo da ultimo uomo e infine, la papera clamorosa la commette con Renda, che di fatto non aveva commesso alcun fallo.
Andrea Giarrusso

Sergio Vespertino, il "Signor Vattelapesca".

In un suo pensoso e raffinato sberleffo tutto il rosa e il nero di questa città. Per lui ancora un "tutto esaurito" all'Agricantus.

domenica 11 novembre 2007

la vie en rose dei calciatori palermitani.


PALERMITANA-BOSCAIOLI 3-0 (SOSPESA)
PALERMITANA: Girgenti, Notaro, Mimì, Altieri, Dieli, Genova, Sorci, Adelfio, Guerrera, Di Maio, D’Alessandro.
BOSCAIOLI: Adragna, Hyes, Albanese, Biancorosso, Cammisa, De Vincenti, Indelicato.
ARBITRO: Brusca di Palermo.
RETI: 1’ D’Alessandro, 2’ Di Maio, 6’ Adelfio.
Palermo. È durata solo 8’ la partita tra la Palermitana Calcio e i marsalesi del Boscaioli. La squadra ospite che si è presentata al campo “Lo Monaco” con soli sette giocatori al 8’ ha pure perso per infortunio il portiere Adragna. A quel punto l’arbitro Brusca di Palermo ha fischiato anzitempo la fine dell’incontro per inferiorità numerica del Boscaioli e ha mandato tutti sotto la doccia. In quei pochi minuti di gioco i padroni di casa hanno siglato tre reti: autori delle marcature sono stati D’Alessandro, Di Maio e Adelfio. Quasi sicuramente verrà omologato questo risultato che serve a rimpinguare la classifica dei palermitani e a proiettarli verso zone più sicure.
Andrea Giarrusso
Naturalmente, viste le chiare vittorie degli atleti palermitani, quelli grandi e quelli un pochino più piccoli, ilrosaeilnero si compiace con tutti e augura ai più giovani di poter presto "calcare" - come direbbe l'ottimo Andrea - il prato del "Barbera" (sopra, il prospetto dello stadio nella foto di Lucio Forte). Auguri ovviamente da estendere anche ai coraggiosissimi Boscaioli presentatisi sul campo solo in sette. E poi finiti anzitempo sotto le docce.
Insomma meglio una doccia tiepida che una prevedibilmente più dolorosa grandinata di gol, almeno a giudicare dall'inizio.

sabato 10 novembre 2007

Tigran Hamasyan al Blue Brass.

In trio, con Giuseppe Costa al basso e Giuseppe Urso alla batteria,Tigran Hamasyan ha firmato ieri sera uno straordinario concerto. Nel corso di una "prima italiana assoluta" che lascia prevedere un futuro assai felice per il giovanissimo pianista armeno, vincitore negli States dell'ultima Thelonoious Monk Competition. Replica oggi e domani.