di Augusta Modica.
L’agitazione frenetica, il girovagare continuo per le vie della città, che riempie completamente le nostre giornate e ci deposita, affranti, al calar delle tenebre, su comodi divani davanti un grande schermo luminoso ,di cui alterniamo le immagini con uno “zapping”frenetico che causa una compressione costante al nostro pollice, corrisponde ad una mancanza quasi totale di movimento del corpo e ad una scarsa ossigenazione delle cellule cerebrali che non vengono “impegnate”.
Ci sono gli ascensori; compiacenti ci trasportano verso l’alto o verso il basso e, salire o scendere le scale sembra assurdo e quasi sconveniente! Una signora, sorpresa, più volte, a scendere due rampe di scale, si è sentita chiedere, premurosamente, se, per caso, soffrisse di claustrofobia, e quando, balbettando e un po’ arrossendo ha risposto che le piaceva usare le scale ,a meno che non fosse carica di pacchi, è stata scrutata con sospetto e il sorrisetto sprezzante del suo interlocutore le ha rivelato di non essere risultata affatto credibile.
Quando non usiamo gli ascensori, approdiamo sulle scale mobili dei grandi magazzini; si incrociano, una sale e una scende mentre file di uomini e donne procedono in direzioni opposte, lo sguardo assente, fisso davanti a sé. Ma tutto questo non è niente è solo la preparazione, il prologo per introdurre l’amatissima dagli italiani, l’impareggiabile , l’insostituibile “sedia a rotelle” che, raccolti e protetti nel suo ventre, ci accompagna nei nostri travagliati spostamenti giornalieri. A volte si introduce anche nei nostri sogni, bellissima e irraggiungibile Fata Morgana ci sussurra all’orecchio sillabandoli, tutti i vantaggi economici, funzionali ed estetici degli ultimissimi modelli. La visione ci lusinga, promettendoci, tra le righe, che con una nuova e più costosa automobile, saremo più belli, desiderabili, eleganti, virili, la nostra famiglia sarà più unita e anche il cane ci amerà di più. Dentro ognuno di noi, molto nascosto, c’è un bambino che crede nelle fiabe e vuole giocare, anche se siamo grassi signori calvi con barba e occhiali. Il bambino non si rassegna all’evidenza, se trova la calza vuota continua a credere in Babbo Natale e anche se l’automobile nuova non ci fa fare un passo avanti nella nostra vita di relazione e il nostro cane, nevrotico anche lui, ci morde, continuiamo a credere che….!
In alcuni individui,l’automobile rivela aspetti inquietanti e spesso preoccupanti; per rimanere sul leggero, avete notato quelle persone che la domenica mattina muniti di morbidi stracci colorati e di appositi detersivi si dedicano, con grande meticolosità e senza fretta, a lavare la propria autovettura? Come una gatta, amorosamente, pulisce, leccandoli, i suoi piccoli senza dimenticare una zampetta o un orecchio, così l’individuo che magari a casa sua,non ha mai lavato un pavimento o asciugato un piatto, procede in questa delicata operazione, senza tralasciare un parafango o un vetro, accarezzando la lamiera come se fosse una cosa viva, rattristandosi per qualche piccolo graffio e, non è certo per risparmiare che, munito di secchi d’acqua e di buona volontà si dedica a questa operazione.
Quando ha finito, nei suoi occhi balena lo sguardo orgoglioso e soddisfatto della persona che, dopo essersi dedicato alle stesse mansioni, sfiora, compiaciuto, il muso caldo e vivo di un cavallo di razza!
Nella foto di Lucio Forte, la Bugatti Gran Turismo del 1926 esposta nell'atrio della Biblioteca Regionale in occasione della Mostra sui 100 anni della Targa Florio offerta alla Città con il titolo "Correva l'anno 1906".
















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