giovedì 15 maggio 2008

Frugando nello scrigno della memoria, di Augusta Modica. Parte seconda.

(l'odore di fumo...)

In tutto l’appartamento stagnava l’odore di fumo delle innumerevoli sigarette fumate dal nonno, le tende, i cuscini, i divani ne erano impregnati, era un odore pulito e freddo perché la nonna, con la sua cameriera Peppina, vuotava e lavava continuamente i posacenere, lasciando spesso aperte le finestre ed i balconi ma era quasi fatica sprecata perché l’aroma persisteva nell’aria e specialmente la stoffa di seta verde, pieghettata lungo i bordi, dei cuscini sul divano del salotto- studio, dipinti a mano e raffiguranti signore di profilo riccamente vestite, odorava di tabacco quando vi poggiavo la guancia o la carezzavo per sentire come era liscia e morbida. C’erano anche delle pietruzze colorate, orecchini e collane delle belle dame, cucite sui cuscini.Odore di caffè si mescolava con quello delle sigarette perché il nonno ne beveva parecchie tazze al giorno, chiamando dallo studio,a gran voce la nonna:”Sara, il caffè!”E questo richiamo,più volte ripetuto,suscitava l’ilarità di tutti che,per scherzo,facevamo l’imitazione del nonno.La nonna arrivava, lungo il corridoio, con la tazzina.”Bi,Bi,Bi”diceva , esprimendo di volta in volta, con questa interiezione tipicamente sua, stati d’animo differenti.La sua immagine, nel mio ricordo, è accompagnata dal suono di questo monosillabo, ora fievole, ora più forte, a secondo della sua vicinanza. Sempre in movimento ma mai affannata, riusciva a terminare, nell’arco della giornata, tutte le sue faccende, che non dovevano essere poche con cinque figli, un marito da accudire ed una casa che teneva sempre ordinata e pulita. Per Santa Lucia,i l 13 Dicembre, rispettando una tradizione siciliana, preparava le arancine di riso e carne per tutti noi e, nelle varie case, arrivavano le “arancine della nonna”in vassoi di cartone avvolti nella carta, accuratamente legati con lo spago. La sera, quando finalmente si sedeva su sedie e mai su una poltrona, mentre si stava insieme, cadeva addormentata, reclinando la testa e cominciando a russare, in quella scomoda posizione, per qualche minuto. Confessava che quei pisolini erano il suo “miglior sonno”. Era la nonna, una vecchietta magra e di bassa statura, sempre linda nei suoi vestiti scuri, strascicava un poco i suoi piedini da bambola, poco più grandi di quelli di una bambina; ed io lo so bene perché ho donato al” Museo del Giocattolo e del Costume”di Pietro Piraino a Bagheria i suoi stivaletti di raso bianco con i tacchi a rocchetto, abbottonati con i bottoncini infilati nelle asole, proprio quelli indossati nel giorno delle sue nozze. Tengo, con molta cura, una bambolina vestita di seta rosa con guarnizioni di merletto al collo e sulla gonna, i capelli, veri, tagliati corti con la frangetta; era la bambola della nonna, un graditissimo regalo da parte della zia Lorenzina che,dopo avermi vista in televisione al Museo del Giocattolo, circondata da bambini e bambole, ha voluto che ricevessi, con i suoi affettuosi complimenti per il mio lavoro, questo delizioso dono.La mia cara zia mi ha raccontato che la nonna, bambina, aveva ricevuto la bambola per la “Festa dei Morti”,giorno nel quale,secondo una antica tradizione siciliana,i bambini trovavano,nascosti nella casa per le varie stanze e nei luoghi più impensati, giocattoli, dolci di martorana e le”Pupaccene”,statuette di zucchero,talvolta create da veri artisti,i Doni dei Morti!Il padre era andato a Palermo per comprare la bambola per la figlia, perché,a Partinico, dove abitavano, non avrebbe potuto trovare un giocattolo così raffinato.
Mi sono spesso chiesta, quando le tolgo la polvere dai capelli e sfioro la morbida seta rosa e i merletti , come una bambina abbia potuto giocare con questa bambola senza sciuparla o rovinarle il vestito o il bel visino! ( 2, continua... )

mercoledì 14 maggio 2008

Frugando nello scrigno della memoria, di Augusta Modica. Parte 1

(un telefono nero, grande e misterioso...)


Andavamo, per le vacanze di Natale, a stare dai nonni e venivano trovate soluzioni di fantasia per sistemarci tutti, io, bambina di tre o quattro anni, dormivo su sedie accostate tra di loro con un materassino sopra, nella stanza da pranzo e non mi sembrava affatto scomodo, anzi ero felice di dormire in quella camera ampia con le credenze di legno ben lucidate, dove c’erano piatti e bicchieri di forme e colori diversi e anche un servizio da caffè che attirava la mia curiosità perché vi era raffigurato un arcigno signore in divisa accompagnato da una signora dal volto bianco e delicato che più tardi seppi essere Napoleone con Giuseppina.
Sulla parete, di fronte la porta, c’era un quadro ad olio raffigurante una pastorella, in un bel prato verde, con un fazzoletto annodato sulla nuca che, per gioco, teneva in una mano, con il braccio alzato, dei ciuffi d’erba, mentre un agnellino alzava il muso verso di lei.
La casa dei nonni era un appartamento di città in una bella strada ampia,l a via Lascaris, vicina a Corso Olivuzza, nella zona del Tribunale. Le stanze erano ampie e con i soffitti alti, la cucina aveva una grande finestra ed un tavolo con il piano di legno grezzo,sempre un po’ umido, dove mi costringevano a fare colazione; un tazzone di latte e caffè con pezzi di pane che si incollavano tra di loro. La stanza da bagno, con mobili chiari e la dentiera rosea del nonno dentro un bicchiere posato su una mensola, che sbirciavo perplessa sollevandomi sulle punte dei piedi, conteneva una enorme vasca che poggiava sul pavimento con grosse zampe feline, dava l’impressione di non essere affatto immobile ma pronta a correre via all’improvviso.
Nell’ingresso, varcata la porta, lo sguardo cadeva su un oggetto che non ero abituata a vedere; un telefono nero, grande e misterioso su un tavolino circondato da un piccolo divano e qualche sedia con lo schienale di legno scolpito e le sedute di corda intrecciata. Anche in questa stanza la sala d’ingresso, c’era una libreria e libri erano dovunque ,libri tappezzavano le pareti dello studio del nonno che aveva un balcone sulla strada dove c’era una sola pianta; una pomelia con fiori elegantemente bianchi e profumati in autunno In inverno,la nonna metteva dei gusci d’uova sulle punte dei rami per proteggere le gemme. Lo studio era a sinistra della porta d’entrata, giornali e riviste sulla scrivania,”L’Uomo Qualunque”,un quotidiano sul quale venivano pubblicati gli articoli del nonno, attirava l’attenzione preoccupata di me bambina,perché sulla prima pagina a destra in alto, si vedeva un uomo anziano,stritolato da un enorme torchio o da una macina che, invano, tentava di sfuggire a questa tortura.
Appena arrivata, entravo correndo lungo il corridoio ad elle, sino alla stanza da pranzo e, proprio,in una di queste occasioni,ebbi una delle più belle sorprese della mia infanzia: sotto il quadro della pastorella,c’era un grande albero di Natale con le palline colorate di vetro soffiato e le candeline di cera.La mia emozione fu così forte che rimasi, per pochi istanti,immobile e senza parole.Non ebbi il coraggio di entrare, con un dietro front corsi lungo il corridoio verso i miei genitori, gridando dalla gioia.
Si mangiava tutti insieme, i fratelli e le sorelle di mio padre con le loro famiglie, io ero la prima dei nipoti, molto desiderata e molto amata, anche perché la bambina, nata prima di me, era morta al momento della nascita. Il secondo nipote era mio cugino Attilio, nato qualche mese dopo di me, anche lui molto amato perché maschio,come tutti speravano e si aspettavano.Il nonno “Ciccio” come lo chiamavamo,era un vecchio calvo ma con un personale asciutto e abbastanza alto,sempre allegro e colorito, specialmente quando ,a capotavola, sedeva a presiedere un pranzo con tutta la famiglia dove venivano serviti i pochi piatti, pochi ma ottimi,che la nonna tradizionalmente preparava:la pasta con le sarde,condita con il pane grattato abbrustolito, il lacerto con le patate etc..Non sempre queste portate squisitamente siciliane,incontravano il gusto di noi bambini e allora il nonno,per farci mangiare, con una mimica espressiva delle mani ed un sorriso ammiccante raccontava che se non finivamo presto sarebbe venuto un gattino che, balzato sul tavolo, avrebbe infilato il musino nel nostro piatto e allora noi, per fare un dispetto al gattino avremmo dovuto finire in fretta la nostra porzione, così lui non avrebbe trovato niente! ( parte 1 , continua... )

martedì 13 maggio 2008

FRAGOLE...fragoline, di Augusta Modica


Il primo regalo di Otello alla candida Desdemona;un fazzoletto ricamato con delle fragole,così squisitamente lavorato che l’incauto Cassio vuole farne copiare il delicato disegno per se.Secondo il racconto del Moro,esso ha un potere magico:le fragole sono state ricamate da una zingara,una egiziana,una maga che aveva il dono di sapere leggere i pensieri nella mente di uomini e donne.Senza sosta ha lavorato,curva sul telaio,giorno e notte,intrecciando i fili sottili,per poi preparare una mistura nella quale intingere i frutti ,imprigionando,nel rosso succoso,un richiamo d’amore.
La storia fantastica,enfatizzata dalla crescente,primitiva gelosia di Otello è di un accattivante fascino;tutte le parole contengono un significato misterioso ed evocativo:Il modo con il quale il fazzoletto è stato tessuto e l’esecuzione lenta e accurata del ricamo,adatti ad esprimere un incantesimo arcano,mostrano le fragole spuntare una per volta sulla candida seta.
Questi minuscoli frutti dal sapore profumato,devono essere raccolti da dita lunghe ed elastiche,capaci di raccoglierle senza sciuparli,per poi adagiarli in cestini foderati di grandi foglie verdi.E’ uno dei preziosi regali della primavera inoltrata,quando il sole,più caldo,fruga con i suoi raggi tra i fili d’erba e i cespugli,raggiungendo le piccole piante che macchiano di rosso il verde intenso delle foglie. Sembrano,nella loro leggiadra fragilità,contemporaneamente fiore e frutto, e,nel sapore,che soltanto un palato raffinato può gustare,si sente,sottinteso,un aroma fresco e voluttuoso come un bacio.Le lenzuola della bellissima Angelica,nel “Gattopardo”,dice Don Ciccio al Principe di Lampedusa,devono avere la fragranza delle fragole!
Nel Veneto,si chiama “Clinton” un vino leggero e inebriante,solo qualche contadino lo produce e non è in vendita.Nel suo gusto è chiuso l’odore e il sapore delle fragole di bosco,assaporandolo lentamente e attentamente,rimane sulle labbra con il suo gusto insolito e particolare.Non si stappa con facilità una bottiglia di questo vino;portato solennemente a tavola,suscita tutto intorno un giro di sorrisi!E, nelle pasticcerie,le pastine,ricoperte di panna con le fragoline semiaffondate nel bianco spumoso o i grandi coni gelati,al gusto di fragola,con i puntini rossi che si intravedono,invitano i golosi a consumare dolcissimi peccati alla salute della primavera!

lunedì 12 maggio 2008

Citazione.

Chi possiede una fotocamera di gran marca
non è necessariamente un fotografo.
Quello che è certo è soltanto che egli possiede
una fotocamera di gran marca
(Public Domain)

Vade retro



Va da sè che è solo per via della deformazione ottica dovuta all’obiettivo usato (ph. elle&effe) che i palazzi più vicini pare vogliano indietreggiare, scostarsi, tirarsi indietro rispetto a un perenne letamaio. Quello, invece, assolutamente reale che si forma e si riforma ai piedi del bastione dello Spasimo.
Sotto una fortificazione superstite che si affaccia sulla Piazzetta del Pallone, storica ma anch’essa fortemente degradata. Storica perché pare proprio – e la toponomastica incoraggia in tal senso - che da quelle parti i palermitani abbiano, secoli addietro, iniziato a giocare con uno speciale e gigantesco pallone , da remoti progenitori del calcio moderno. (l.f.)

domenica 11 maggio 2008

LA CITAZIONE: I MOSCONI.

"Deh parliam de' mosconi,
quanta grazia abbia il ciel donato loro,
che trafficando merda si fan d'oro".

Da un sonetto del poeta quattrocentesco Domenico di Giovanni detto il Burchiello.

sabato 10 maggio 2008

I MERLI DELLA CATTEDRALE




I merli della cattedrale non sono uccelli. Non sono volatili simili alle cornacchie che nidificano sulla Torre di Londra. E che sono al centro della leggenda metropolitana secondo la quale lo stesso giorno in cui i pennuti abbandoneranno la Torre, entro quel giorno la torre cadrà. Un segnale di pericolo provvidenziale per quanti potranno mettersi in salvo insieme ai gioielli della Corona custoditi nel fortilizio.
Diversamente, i merli della nostra Cattedrale non sono uccelli capaci di volare ma sono parti della sacra muratura che sono però altrettanto capaci di volare giù, cioè di cadere su qualcuno o qualcosa, ove fossero lesionati seriamente. E qualche dubbio, in merito, qualcuno deve averlo avuto e deve continuare ad averlo considerato il fatto che una fonte molto autorevole e seria – peraltro con grande esperienza in fatto di restauri - ci ha fatto pervenire un lungo documento sui restauri di cui hanno bisogno parecchie ( troppe) opere d’arte cittadine. Da quel testo abbiamo estratto queste righe che compaiono proprio all’inizio del corposo documento:

Nel contesto delle circa 50 perizie “di somma urgenza” (di cui appresso) sempre giacenti in
Assessorato, attendono ancora riscontro le quattro della Soprintendenza di Palermo, tra cui,
dal 2006, quella più volte citata, dei merli pericolanti della Cattedrale.

Perizie chieste dai massimi competenti in materia e delle quali ora veniamo a sapere da parole chiare che ci pare non abbiano bisogno di ulteriori commenti.
E così - come per tante cose di questa città che non ci persuadono o che proprio non vanno - non possiamo fare altro che limitarci al solito mesto augurio che nell'occasione ci pare anche il più appropriato:"Speriamo bene, e che Dio ce la la mandi buona !"

venerdì 9 maggio 2008

Una memoria vera del 9 maggio del 1943. Dalla Redazione.

La gabanella antibomba dell’apprendista falegname.


“Bombe a strafottere”. Secondo Vincenzo C., che nel 1943 era dodicenne apprendista falegname in una fabbrica di via Lascaris, il 9 maggio di quell’anno bombe dirompenti e incendiarie ne caddero quante gli alleati ne avevano sganciate a partire da gennaio. Un’infinità di ordigni da mezza tonnellata, assolutamente impensabile al momento in cui, quella tragica domenica, lui e il “principale” Benedetto Bellavista dovettero smettere all’improvviso di sistemare sul tetto della segheria le tegole spostate dalle onde d’urto. Perché un piccolo aereo, proveniente dalla parte di Boccadifalco, aveva cominciato a roteare sul quartiere lasciando cadere tanti foglietti colorati.
Quasi per gioco il ragazzino ne acchiappò uno al volo e lo porse al principale. Ma lo colpì subito l’aspetto allarmato di quest’ultimo che gli disse: “Vatinni a casa, Viciuzzu, perchè oggi succederanno cose brutte”. Si trattava dei volantini che misero inutilmente in guardia dagli imminenti bombardamenti la gente che quella stessa mattina, davanti a Palazzo Riso, fu pure costretta a festeggiare la giornata dell’impero che non c’era più. Vincenzo ebbe appena il tempo di arrivare al portone di casa prima che si scatenasse l’inferno intorno all’edificio affacciato sulla depressione di Danisinni.
“Quattrocento se ne andavano e quattrocento ne arrivavano”. Lui li ricorda ancora così gli stormi dei liberators che, ad ondate interminabili, quel 9 maggio di bombe ne sganciarono quattromila. Allucinante preludio ad un seguito d’esperienze che segnarono per sempre il piccolo falegname. A cominciare dal fatto che intorno alla palazzina dove egli abitava con altri diciassette parenti furono molti gli ordigni che si conficcarono nel terreno senza scoppiare. Ciò che non fu nemmeno una fortuna. Perché, non si capì come, uno degli ordigni esplose da solo e uccise tre passanti nelle prime ore del mattino successivo. Quando finalmente quei malcapitati palermitani che non avevano dove “sfollare”, in vista della possibile esplosione delle altre bombe che luccicavano sinistramente da ogni parte, decisero d’abbandonare agli sciacalli il poco che possedevano.
Purtroppo al signor Bellavia non fu concesso di tornare in fabbrica. Morì all’ospedale della Rocca, dove lo trasportarono con un carrettino. Ma il ragazzo questo lo seppe solo la mattina appresso, quando trovò la fabbrica senza la porta che lo spostamento d’aria aveva scaraventato come un proiettile proprio addosso al principale. Fu così che, dopo aver recuperato la gabbanella quasi nuova e la cassetta degli attrezzi, Vincenzo tornò indietro sconvolto, imbattendosi però subito nell’amico Paluzzu, apprendista decenne senza più un maestro anche lui.
Un incontro che sarebbe stato meglio non fosse avvenuto. Perché non sapendo dove passare la mattinata entrambi decisero di andare al Capo. E in particolare nell’irriconoscibile quartiere degli scarparelli dove decine di artigiani avevano perso la vita. Mentre non erano stati più fortunati gli abitanti delle vie Gioiamia e dei Carrettieri, nei paraggi della Chiesa dei santi medici Cosma e Damiano incapaci di curare dall’altare tutti quei parrocchiani feriti.
Ma successe proprio davanti alla chiesa dell’Angelo Custode, anch’egli evidentemente con troppa gente da proteggere, che un picciuttazzu mai visto li convinse a recarsi a San Saverio. “A vedere i morti” che in quell’ospedale erano stati portarti dai soccorritori. Specialmente dagli uomini dell’Unpa, che nei lunghi corridoi i corpi li avevano buttati scompostamente uno sull’altro o li avevano sistemati a pezzi dentro i cestoni del letame.
Fu in quello scempio che i due amici notarono un mastru di loro conoscenza, coperto di polvere bianca. Stecchito come una statua di marmo e con la gabbanella ancora indosso. Un particolare non cruento che comunque fece assai impressione a Vincenzo e che, fino all’entrata in città degli americani, gli suggerì di prendere certe ingenue precauzioni tutte le volte che le sirene dell’allarme annunziarono bombe. Me lo confermò con un malinconico sorriso un paio di giorni fa, quando gli chiesi di parlarmene ancora una volta. Ma si fece serio nel ricordare la fine del suo fragile compagno di strada. Una di quelle tragedie “minime” delle quali dovrebbero tener conto quanti stanno dalla parte dei capi di stato che vorrebbero risolvere i problemi del mondo con i “bombardamenti chirurgici”. Disse che il bambino non riuscì ad accettare tutto quell’orrore. Fu colto da una crisi epilettica e la sera lo portarono in Via Pindemonte. Nel manicomio dal quale uscì avvolto in un lenzuolo.Ucciso dal terrore. “Mortu ‘i scantu” rimarcò Vincenzo C. nel suo impagabile dialetto di una volta.
Di lui so invece che - ingenuamente convinto di potere così evitare la stessa fine del vecchio maestro sepolto col suo impolverato soprabito da lavoro - la gabbanella non mancò mai di togliersela e di buttarla via ogni volta che dovette scappare dalla nuova bottega verso il rifugio più vicino.Anche quando a scaricare le bombe sulla città furono infine gli aerei italiani. Un tenero rito propiziatorio che in ogni caso gli portò bene. Tipico del sensibile amico d’oggi. Del bravo artigiano che abita nel mio quartiere e che talvolta si fa sentire al citofono. Ma di rado accetta di salire in casa. Se ne scusa, dicendo d’avermi chiamato solo per sentire la mia voce.

Lucio Forte

9 maggio 1943 - 9 maggio 2008

Ricorre oggi uno degli anniversari cittadini tra i più terribili. Era circa mezzogiorno del 9 maggio 1943 quando centinaia di bombardieri delle truppe alleate presero a sorvolare la città, il suo centro storico e le installazioni ferroviarie e marittime, effettuando un bombardamento a tappeto paragonabile a quelli di Coventry e Guernica. Centinaia di migliaia di palermitani persero le abitazioni ma ancora più tragico fu il numero dei morti tra la popolazione civile. Ne fu agghiacciante ed eloquente testimonianza la Mostra fotografica allestita il 9 maggio del 2003 dalla Fondazione "Salvare Palermo". Una mostra adesso itinerante tra gli alunni delle scuole palermitane e siciliane.
Alcuni quartieri sono rimasti segnati fino ad oggi dalla presenza di ruderi dovuti alle bombe del 1943. Esemplare il rudere di Piazza Magione-Spasimo nella foto (ph. elle&effe) allegata sopra. Molti di quei ruderi fino a questi giorni sono stati abitati dai nostri "ultimi della terra" e non è escluso che ci siano ancora dei palermitani che vivono in abitazioni fatiscenti a causa dei bombardamenti alleati.
Già nel 1988 il vice sindaco Aldo Rizzo - mentre era più viva la polemica sulla ricostruzione del centro storico - ebbe a definire quelle pericolanti abitazioni "pietre della vergogna". Mentre è di ieri la notizia che in via Vetriera alla Kalsa , a lungo strada simbolo della Palermo più dimenticata,uno stabile compromesso da quelle bombe e da anni di incuria è stato sgomberato perchè minacciava di crollare.

giovedì 8 maggio 2008

COME ERAVAMO.

Era il 6 luglio 1986. E purtroppo non tutto a quel tempo si tingeva di rosA. nemmeno nella squadra del cuore.

Vespertino e Benassai all'Agricantus

ALLAFACCIANOSTRA
SognoParadosso CON PARIDE BENASSAI E SERGIO VESPERTINO
A Grande Richiesta proseguono ancora le repliche dello spettacolo venerdì 9 e domenica 11 MAGGIO ore 21.15
POSTO UNICO NUMERATO intero 13 euro ridotto under30over60, residenti della Provincia di Palermo, Cral, Ideanet e Diamond Card (ven. e dom.) 10 euro + 1,00 diritti di prevendita
PER SAPERNE DI PIU' clicca qui
E' consigliata la prenotazione e l'acquisto in prevendita. Per informazioni 091.309636

mercoledì 7 maggio 2008

CURVA MINORE

CURVA MINORE CONTEMPORARY SOUNDS
Stagione 2007-2008
IL SUONO DEI SOLI – X edizione


9 maggio
SONATAS ET INTERLUDES
Cantieri Culturali – Goethe Institut (via Paolo Gili 4, Palermo)
ore 20.30 conferenza
ore 21.15 concerto
Biglietto: 4 euro
Giancarlo Simonacci pianoforte preparato

Concerto inaugurale della rassegna di Curva Minore "Il Suono dei Soli - X edizione".
In allegato il comunicato stampa e una foto.


Ufficio Stampa:

Daniele Sabatucci

giornalista free-lancee-mail: daniele.sabatucci@gmail.comcell.: 3493591722

COME ERAVAMO.

Ci fu un periodo, purtroppo, nel quale in materia di munnizza non eravamo secondi a nessuno.
Dalla prima pagina del L'Ora del 5 gennaio 1987.

Ed ecco il quadro


martedì 6 maggio 2008

Invito ricevuto da Giuseppe Scuderi

Appuntamentoper le ore 10.30 di sabato 17 maggio,
al Convitto Nazionale.

Carissimi, con sincero piacere vi invito alla presentazione del restauro di un quadro a cui per più motivi sono affezionato: da ex studente del Convitto Nazionale e del Liceo Vittorio Emanuele, da studioso del Collegio Massimo dei Gesuiti (il grande edificio che comprende oggi Convitto, Liceo e Biblioteca), e, infine, da patrocinatore del restauro. Vi aspetto, grazie a tutti, Giuseppe Scuderi

Arch. Giuseppe Scuderi
Piazza San Giovanni Decollato 12, 90134

lunedì 5 maggio 2008

"L'autorizzazione è validità fino alla data indicata sul fronte..."

Finalmente anche a panormitan è pervenuto il bramato PASS ZTL.
Considerato però che lo stesso scrivente ha sicuramente frequentato le elementari ed ha perciò un minimo di conoscenza della lingua italiana, il medesimo - dopo avere letto le avvertenze scritte sul retro del pass - si chiede ora ( ma è semplice curiosità autorizzata dal prezzo versato) se il testo di tale avviso sia unico per tutti i pass che verranno rilasciati ai palermitani o se esso sia affidato all'iniziativa e alle conoscenze grammaticali e linguistiche dei gestori delle singole agenzie autorizzate al rilascio.
Per questo e senza alcun altro commento il nostro blog vi sottopone qui di seguito l'integrale( e si spera solo personale) contenuto delle citate avvertenze:

Rinascerà la Natività di Caravaggio ?

Secondo una notizia in attesa di conferma, un clone fotografico potrebbe sostituire la Natività del Caravaggio che quasi quarant'anni fa scomparve dall'Oratorio di San Lorenzo. Nella foto di questa pagina, risalente al dicembre del 2004, l'altare della stupenda chiesa è sovrastato dalla vuota cornice del capolavoro sulla cui sorte ultima sono state fatte le ipotesi più inquietanti.
Comunque già in passato, con lettere ai giornali, alcuni concittadini hanno prospettato il desiderio di vedere sostituita almeno con una copia la celebre opera d'arte.

domenica 4 maggio 2008

Videosorveglianza 2008

Giustissimo,ottimo provvedimento. Curioso però quell'uso "interno" della telecamera 24 ore su 24.

Il sapore della bistecca ovvero the taste of the steak

La foto appartiene alla festa multietnica tenuta a Santa Chiara il primo maggio, dedicata a tutti Sud del mondo. E naturalmente ai bambini dei sud di tutto il mondo, tra i quali si sa che c'è sempre un "ultimo" che viene dopo quell' altro che provvisoriamente ci era sembrato l'ultimo in assoluto.
L'espressione del bambino, che sembra pregustare la bontà della bistecca sul fuoco, mi ha infatti riportato indietro di tanti anni. Al tempo in cui andavo in giro con i miei compagni della scuola elementare Perez e più volentieri con i più poveri di essi.
Davanti alle vetrine fastosamente illuminate e ricche della scomparsa pasticceria "Citrolo" di via Maqueda, la stessa espressione ricordo nitidamente di averla colta più di una volta sul volto di molti dei miei piccoli e carissimi amici. Quelli che allora erano probabilmente gli ultimi della terra di questa città, seguiti poi dagli altri piccoli palermitani di Cortile Cascino, dai bambini che da liceale avrei incontrato nei primi anni Cinquanta intorno al letto di Danilo Dolci. (l.f.)

sabato 3 maggio 2008

Il nero dal bianco

Primo Maggio in Rua Formaggi. Scena di ordinaria desolazione.

venerdì 2 maggio 2008

Per il "rosa" della città.

Qualcosa di curioso e davvero splendido che la stragrande maggioranza dei palermitani non ha avuto modo di poter guardare da tanto vicino. E che (nella foto di Elle&Effe) il nostro blog - Ilrosaeilnero - ha il piacere di sottoporre all'attenzione di quanti ci onorano di una visita.

Comunicato di CURVA MINORE

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA RASSEGNA DEDICATA ALLA MUSICA CONTEMPORANEA

Martedì 6 maggio alle ore 17.15, nei locali del Goethe-Institut Palermo (via Paolo Gili 4 – Palermo, presso i Cantieri Culturali alla Zisa) si terrà la conferenza stampa di presentazione di "Il Suono dei Soli" - X edizione, la nuova rassegna dell’Associazione per la musica contemporanea Curva Minore.


Ufficio Stampa:

Daniele Sabatucci
cell. 3493591722
e-mail daniele.sabatucci@gmail.com

giovedì 1 maggio 2008

la palma recuperata


Questa palma del Foro Italico fa fortunatamente parte di un gruppo di piante salvate in extremis dagli attacchi del punteruolo rosso.
Un'evidente attestazione del fatto che quando li si vogliono davvero, i risultati non possono mancare. Appunto, basta solo volerli. (ph. Elle&Effe)

un mese per la ZTL


Riceviamo dall'Ufficio Stampa del Comune e pubblichiamo:
PASS ZTL UN MESE IN PIU' PER ACQUISIRE IL TAGLIANDO DA ESPORRE.
Nessuna proroga ma un mese di tempo in più agli utenti per munirsi del pass da esporre sul parabrezza dell'auto all'interno delle due zone a traffico limitato (Ztl) che, come stabilito dall'apposita ordinanza, entreranno comunque in vigore il 5 maggio.Lo ha deciso il sindaco Diego Cammarata per andare incontro alle esigenze dei cittadini aventi diritto che ancora non hanno acquisito il contrassegno necessario per circolare all'interno delle Ztl A e B. In base a questa nuova disposizione, che rientrerà in un'ordinanza modificativa attualmente in fase di definizione, le Ztl diventeranno operative regolarmente il 5 maggio ma fino all'8 giugno resterà "congelato" l'obbligo di esporre il pass sul parabrezza o sul cruscotto dell'auto.
Per chi ha già il pass l'esposizione del cartoncino è comunque opportuna anche durante il primo mese e consentirà agli interessati di evitare di essere fermati dai Vigili urbani in servizio per i controlli.
Nel primo mese di Ztl, chi possiede un'auto con i requisiti prescritti per accedere ai perimetri (auto almeno euro 3 nella Ztl A e almeno euro 1 nella Ztl B) potrà circolare anche senza pass e i Vigili urbani, in caso di controllo, consulteranno la carta di circolazione del veicolo per verificarne l'omologazione antismog.In questo primo periodo, quindi, le telecamere installate nei varchi video-controllati saranno utilizzate soltanto per dei test di funzionamento, non per verbalizzare le infrazioni, e i varchi stessi saranno presidiati dai Vigili che all'ingresso dei perimetri non faranno multe ma fermeranno i veicoli privi dei requisiti invitando i rispettivi conducenti a tornare indietro e, quindi, a non entrare nella zona a traffico controllato.
All'interno dei perimetri, invece, saranno regolarmente multate, in caso di controllo da parte dei Vigili, le auto comunque prive dei requisiti per circolare e per le quali, quindi, mancano i presupposti del rilascio del pass.

martedì 29 aprile 2008

Domani anniversario assassinio La Torre e Di Salvo

Un lancio di Italpress.

DOMANI 26^ ANNIVERSARIO OMICIDIO PIO LA TORRE
PALERMO (ITALPRESS) - Domani ricorre il 26^ anniversario della morte del segretario regionale del Pci Pio La Torre e del suo stretto collaboratore Rosario Di Salvo. Una cerimonia si terra' alle 9, nel luogo dell'eccidio in via Li Muli, nei pressi di piazza Turba, a Palermo. Saranno presenti esponenti del Partito Democratico, autorita', rappresentanti delle istituzioni, politici e sindacalisti. Era il 30 aprile del 1982 quando l'auto del dirigente comunista, che stava raggiungendo la sede palermitana della federazione del Pci, venne affiancata dai killer della mafia. La dinamica del duplice omicidio e' stata ricostruita dal collaboratore di giustizia Salvatore Cucuzza, che ha raccontato di aver fatto parte del commando insieme con lo scomparso Pino Greco "Scarpuzzedda", Nino Madonia e Giuseppe Lucchese. Per il duplice assassinio sono stati condannati anche sette boss componenti della cupola. Di La Torre si ricordano sopratuttto le battaglie per la confisca dei beni ai mafiosi e le mobilitazioni contro l'installazione dei missili nella base Nato di Comiso, oggi trasformata in aeroporto civile. (ITALPRESS). 29-Apr-08 19:19

Punti di vista


L'ingresso effettivo è accanto, piccoli giochi fotografici. Perà vista la generale situazione delle biblioteche palermitane si presta
Foto di Ivan Scuderi

Il percorso dei cavalieri

Guidata da Carlo Di Franco, domenica scorsa la visita guidata lungo il Percorso dei Cavalieri si è snodata dalla Chiesa di San Cataldo fino alla Magione, passando per San Francesco d'Assisi. Nella Cappella di Santa Cecilia, annessa alla chiesa della Magione - tempio che fu in possesso dei Cavalieri Teutonici fino al 1492 - si può ammirare lo splendido affresco staccato di cui alla foto. Il dipinto fu commissionato intorno al 1412 da un committente ( forse Leonard Mederstorsen) che è ritratto ai piedi della croce coperto da un mantello bianco con croce nera. Assolutamente da non perdere e cioè da visitare insieme alla storica chiesa della SS Trinità della Magione. Per la serie "il rosa di Palermo".

lunedì 28 aprile 2008

C'era una volta una palma, poi...

A due passi da via Pitrè,nel punto stesso in cui è sorto il piccolo recinto con segnale giallo di pericolo ( ph. Elle&Effe ), svettava maestosa una palma. Una delle poche sopravvissute alla cementificazione dei giardini che circondavano il castello arabo della Zisa. Poi vennero i punteruoli rossi e nessuno fece niente per salvare la magnifica pianta che non apparteneva più a un giardino privato ma sorgeva in mezzo all'asfalto della pubblica via.
Adesso quello che ne resta è un moncone assai pericoloso per il traffico, che potrebbe essere sostituito con una piccola aiuola circolare e con una nuova palma.
Se c'è qualcuno che ritiene che ciò possa accadere, per favore, scriva a questo blog. Grazie.

domenica 27 aprile 2008

Sospesa in anticipo l'ordinanza sulle targhe alterne

Ad andare in giro per il centro storico con una bici ecologico-pacifista come è quella del mio amico Toni ( ph.Effe&ffe) non ci saranno problemi nemmeno dopo il cinque maggio prossimo.
Cosa diversa sarà circolare in auto nelle cosiddette ZTL se non si sarà in regola con i relativi "pass" che - con tutta la buona volontà - in questi ultimi giorni non è affatto facile ottenere, anche pagandoli al caro prezzo previsto. Delle problematiche che alliggono tanti bravi cittadini deve sicuramente essersi alfine resa conto l'amministrazione comunale il cui ufficio stampa ieri ha recapitato a giornali e giornalisti il comunicato che, per dovere di informazione nei confronti dei nostri lettori, pubblichiamo di seguito senza alcun altro commento:

NEWSLETTER DEL COMUNE DI PALERMO, 26 aprile 2008

OGGI ULTIMO GIORNO DI CIRCOLAZIONE A TARGHE ALTERNE.

Ultimo giorno di targhe alterne, oggi, a Palermo. Da lunedì 28, infatti, viene revocato il provvedimento di limitazione della circolazione veicolare che era scattato lo scorso 10 dicembre 2007 per il contenimento dell'inquinamento atmosferico.In considerazione del fatto che dal prossimo 5 maggio la circolazione in città sarà regolamentata con le Zone a Traffico Limitato (Z.T.L.) A e B, l'Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno revocare le targhe alterne per dare la possibilità ai cittadini di espletare le pratiche propedeutiche per il rilascio dei pass che consentono di usare il proprio mezzo.
Per informazioni sul piano traffico e sulle zone a traffico limitato basta collegarsi al sito internet del Comune: http://www.comune.palermo.it/.

sabato 26 aprile 2008

ZTL e Pass.

Pur non essendo proprio tutti convinti dei benefici che apporteranno i contenuti dell'ordinanza sindacale sulle zone interdette a certe auto - l'ultima parola spetterà alle centraline smogcontrol che non saranno di sicuro taroccate - i bravi palermitani hanno preferito non chiedere permessi al "principale" e anche oggi 26 aprile (foto &lle.&ffe.), sabato di un ponte lungo quasi quanto quello che speriamo non debba mai sorgere a Messina, hanno fatto le loro temute file alle agenzie che previo esborso di denaro - il più alto in Italia? - rilasceranno i bramati pass.
E intanto i contribuenti che non si limitano a pagare vogliono in merito alla Ztl fare ricorso al Tar. Per questo smisto un sunto di quanto ricevuto da BisPensiero, si capisce declinando ogni responsabilità in merito:

"Aderendo alle numerosissime richieste dei suoi soci, Bispensiero lancia l'iniziativa STOP ALLA ZTL predisponendo un ricorso collettivo contro il provvedimento del Sindaco che istituisce a Palermo le ZTL..
Il ricorso al TAR sarà incardinato Mercoledì 30 aprile dal nostro Legale Amministrativista di fiducia, l'Avv. Ignazio Bongiorno.
La raccolta delle adesioni sarà effettuata presso lo studio legale in via XX Settembre, 58. Alla presenza dell'avv. Bongiorno saranno raccolte le firme per il mandato, Lunedì 28 e Martedì 29 aprile, dalle ore 16.00 alle 20.00. Per far fronte ai costi previsti fin dalla presentazione del ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, e soprattutto per avere maggiori probabilità di successo, anche e soprattutto in merito alla sospensione del provvedimento, occorrerà una grande partecipazione, così che possa essere sufficiente un esiguo contributo economico pro capite: 10 Euro per i soci e 15 euro per quanti non lo sono ma che tali diverranno con questo conttributo di poco più elevato. Con il ricorso, in via preliminare, chiediamo al TAR l'immediata sospensione del provvedimento.
Occorrerà semplicemente venire portando la fotocopia del proprio documento di riconoscimento e firmare personalmente il ricorso. L'adesione al ricorso è consentita ai soli residenti nel Comune di Palermo."

lunedì 21 aprile 2008

Giardino Inglese

La bottiglia galleggia, il colombo morto pure.Galleggiano insieme alle molliche di pane buttate in acqua dai bambini,ma che le sfortunate anatre della fontana non vanno più nemmeno a beccare. Le foglie morte e il "lippu" stanno solo di un poco più in giù. Perchè il livello nella fontana dimenticata è basso, ma basso in ogni senso.Viene da piangere a pensare che le tasse dei contribuenti non riescano a fare assumere un aspetto più dignitoso a quello che in questo particolare non è il particolare d'un giardino all'inglese, ma neppure alla francese e nemmeno all'italiana. Solo, con particolare evidenza in questo caso..., alla palermitana?

venerdì 18 aprile 2008

i marciapiedi notarbartolo

Gli originali marciapiedi di via notarbartolo ( beninteso che "originali" non è aggettivo d'esaltazione) sono costati per mesi retrizioni al traffico , aumento dell'inquinamento e tanti, tanti soldi. Nella foto di l.f. un particolare delle medesime opere ornamentali ( "ornamentali" non è un aggettivo d'esaltazione) che induce a riflettere. Ma valeva la pena di spenderci tutti quei soldi per mantenere i marciapiedi patchwork ( "patchwork" non è aggettivo d'esaltazione) in queste condizioni?

mercoledì 16 aprile 2008

Area Quaroni: una finestra sul centro storico

Giuseppe Scuderi

La notizia della volontà della Curia di Palermo di porre in vendita l’area già della Chiesa di Santa Croce, più nota come “area Quaroni” dovrebbe indurre ad un immediato confronto quella “opinione pubblica” cittadina di cui parla bene ieri Salvatore Butera sulle colonne di Repubblica, con ogni altro soggetto che possa, in questa vicenda essere coinvolto: la Curia, proprietaria dell’area, il Comune, primo attore e garante “per legge” di ogni provvedimento che riguardi l’edilizia cittadina, gli enti di tutela, Soprintendenza ai beni culturtali in primis. Mi includo, per studi compiuti e vita vissuta quotidianamente nel Centro Storico, nella “opinione pubblica” interessata. Credo di interpretare il pensiero di tanti, molti anzi moltissimi, dicendo che “richiudere” con una costruzione, seppur la più bella, lo squarcio aperto dai bombardamenti prima e dalla incuria poi sarebbe oggi un ulteriore aggravamento delle condizioni di vivibilità del Centro Storico, verso cui molti, non residenti, millantano affetto e interesse. Una delle strade più inquinate di Palermo da questa “finestra” beneficia quantomeno di un aumento della ventilazione, l’esposizione è perfetta (il sole illumina, attraverso appunto la “finestra”, Via Maqueda da mezzogiorno al tramonto), l’idea che la quotidianità già di fatto concretizza è quella di una “porta” che faccia accedere, nel verde e nell’ordine ovviamente, al mercato di Sant’Agostino ed al Piano di Sant’Onofrio e da qui al Monte di Pietà e al Capo. D’altronde l’intorno dei ruderi non è quello di auliche facciate, bensì dell’edilizia post bellica delle via Bari e Napoli, o di ancor più recenti e pesanti interventi (come l’edificio all’angolo di Via Sant’Agostino). Lasciamo quindi che entri il sole in Via Maqueda, che di “piccoli esercizi commerciali che non appaiono all’apice delle loro fortune” scrive sempre Butera, è già stracolma.
Appena possibile (server permettendo) ne vedrete anche le immagini

giovedì 10 aprile 2008

la Vignicella

"Nobody knows the troubles I 've seen, nobody knows but Jesus".
Una dolente immagine ( ph. Lucio Forte) di una sala di degenza della Vignicella, forse prossimo museo della malattia mentale. L'augurio è che i ragazzi delle medie ottengano ancora quest'annodi riaprirlo sia pure per qualche giorno per mostrare in che condizioni e con quali mezzi ancora nel novecento qui,ma anche altrove, si continuò a curare la follia. (l. F.)

mercoledì 9 aprile 2008

Necropoli punica tomba 91

Non impressionatevi. Non è che da noi i resti degli antenati punici si lascino così. L'occupante della fossa 91 è soltanto un calco dell'originale che certamente - altrove - è stato messo nel posto giusto e con tutto il rispetto che merita. Però è autentica la tomba che fa parte della necropoli punica di corso Calatafimi a Palermo. Tuttavia accade che sia la tomba che l'intera necropoli non siano da mesi accessibili. Fino a poco fa un cartello annunciava che sul posto erano in corso lavori non meglio precistati e certo presumibilmente importanti.L'altro ieri il cartello non c'era più ma il cancelletto su corso Calatafimi era ancora chiuso. Però già il fatto che quel cartello sia scomparso ci pare un buon segno .Peraltro, in mancanza di precisa e pubblica notizia contraria va osservato che il posto - pur restando un unicum assoluto in Europa, ricco di reperti di estremo interesse - resta meta solo virtuale di molte migliaia di turisti. Ciò, malgrado il fatto che all'interno siano stati costruiti con avanzata tecnologia utilissimi camminamenti che sovrastano le tombe e che dall'alto permetterebbero una accurata visita. Nè manca sul posto un adeguato numero di cartelli che danno le più articolate notizie sullo straordinario sepolcreto. Nell'interesse della cultura e del turismo locali non resta che sperare e augurarsi che quei lavori finiscano al più presto. E che arrivi una attesa e gradita smentita a questo testo, insomma la notizia con la quale si annunci pubblicamente che finalmente la necropoli è tornata definitivamente fruibile.

lunedì 7 aprile 2008

la costa sfregiata

Maggio 2007. Davanti al mare colore del virus di Romagnolo resisteva, sebbene così ridotto ( ph . Lucio Forte), uno degli ultimi stabilimenti balneari,eredi dei Bagni Delizia di Petrucci e di quelli di Virzi. Sulle cui rotonde, dopo lo sbarco di Gela, le truppe di Patton ballarono il Boogie Woogie con le nostre signorine sfuggite di mano alle suore del Buon Pastore.
Nei progetti degli anni ottanta , qualcuno previde il passaggio su quelle spiagge di una litoranea parallela a via Messina Marine.
C'è qualcuno che ne sa qualcosa?

domenica 6 aprile 2008

Da incubo metropolitano

E' un'immagine da incubo metropolitano quella che doveva rappresentare una specie di ninfa musicale che aveva ai piedi un liuto e che reggeva una cetra i cui resti, nella foto di Lucio Forte, si indovinano sulla spalla destra. Sul prospetto di uno storico quanto dimenticato teatro all'aperto( Arena Trianon) a due passi dalla caserma dei VV.FF.,oggi tale immagine può solo turbare le notti dei bambini che dovessero passarle davanti sul marciapiede alle spalle del Teatro Al Massimo. Eppure quell'ex teatro all'aperto ha una sua storia precisa nel ricordo dei palermitani più anziani che la frequentarono quando era sede di spettacoli di compagnie teatrali magari di second'ordine o quando,nel dopoguerra, l'edificio fu più noto come Arena Trianon.
Adesso non resta che da chiedersi perchè a nessun ente culturale è mai venuto in mente di attuare un restauro, seppure problematico, del prospetto di ciò che oggi è divenuto un posteggio.
Eppure, a sfogliare ingiallite collezioni di giornali si può anche apprendere che in quel Teatro danzò perfino Mata Hari. Una notizia, questa, che destò perplessità anche in Leonardo Sciascia che si chiese per quali misteriose ragioni la star della danza dalla tragica fine potè accettare una scrittura di tre giorni in quel piccolo teatro estivo di provincia.

giovedì 3 aprile 2008

I Modena City Ramblers a Palermo


Almeno la musica ha unito Sicilia ed Emilia. Bellissimo concerto ieri sera.
Fotografia di Ivan Scuderi

L'occhio dei Beati Paoli.

Un'itinerario suggestivo quello che si può percorrere al Capo sulle orme dei Beati Paoli. Nella foto di Lucio Forte, il particolare oblò che si apre nella volta della presunta grotta degli incappucciati celebrati da William Galt. Notevole gradimento ha registrato, domenica scorsa, la visita guidata regalata ai suoi soci - ma non solo a questi - dalla Fondazione "Salvare Palermo". Un evidente esempio di rosa offerto dalla Città.

domenica 30 marzo 2008

Nuvole come fumo su Monte Cuccio...

Nuvole come fumo portano alla memoria il disastro ecologico della scorsa estate. Adesso l'augurio è che siano state messe in atto tutte le misure per evitare che il drammatico evento si ripeta. Speriamo bene... .

sabato 29 marzo 2008

Discariche a cielo aperto

In via Pietro Calandra.
Dedicato a chi si fosse affaticato a trascinare le proprie spazzature fino ai contenitori visibili in secondo piano.
Oggi, chi lo vuole o ne ha bisogno può anche riposarsi, magari solo per quanche minuto, nel comodo anche se un poco malandato divano in primo piano, tanto generosamente messo a disposizione da ignoti concittadini.

venerdì 28 marzo 2008

Palermo anno zero ?

Il riferimento a una certa Berlino è solo una cinematografica reminiscenza casuale.
La foto di Lucio Forte, scattata a Piazza dello Spasimo, è soltanto di ieri, 27 marzo 2008.Un ordinario giorno di pioggia su rovine ineliminabili.

giovedì 27 marzo 2008

A forza di essere vento

Si potrebbe dire che in via dello Spasimo continua a piovere sul bagnato. Mentre prosegue il cosiddetto recupero del centro storico , ciò che solo in minima parte avviene a favore degli antichi palermitani di Palermo deportati nei quartieri satellite. A Borgo Nuovo e allo Zen (la tragica Zona Espansione Nord che si è voluta nobilitare, semplicemente trovandole un altro nome). E questo anche per merito di quanti cementificarono la Conca d'Oro in base al concetto niente affatto onesto secondo il quale dato che "Palermo era bella" quello che occorreva - al tempo del sacco edilizio e delle relative stragi - era soltanto "l'impegno di farla ancora più bella".
(l.f. per foto e testo).

lunedì 24 marzo 2008

Speriamo bene

Pasquetta 2008. Sotto la pioggia di marzo, dalla quale il giovane passante si protegge con un "parapioggia" di sua estemporanea invenzione, il bel poster telato della mostra di Max Ernst comincia con evidenza a prendere qualche piega, Speriamo che ciò non rinnovi in quest'ultimo le stesse fasi di un decadimento del quale soffrì il manifesto di una mostra precedente. Poster che finì per assumere l'aspetto di un grosso straccio informe e che in quella guisa rimase appeso per mesi allo stesso muraglione di San Pietro, ai piedi del Palazzo dei Re Normanni.
Speriamo davvero bene dunque. (l.f. autore di testo e foto)

sabato 22 marzo 2008

La recherche

Al Mercatino dei Poveri. All'Albergheria, domenica mattina si vende la merce più incredibile. Ma roba che a fine mattinata torna in abbondanza nei cassonetti dai quali era stata recuperata. E' a quel punto che entrano in azione gli ultimi della terra, palermitani vecchi e nuovi, che possono trovare qualcosa di utile pure tra i rifiuti quasi trasformandosi in rifiuti essi stessi.(foto e testo di l.f.)

venerdì 21 marzo 2008

Un fiore per i Caduti


"Nella tredicesima giornata nazionale dedicata alla Memoria ed all'impegno delle vittime di mafia è doveroso richiamare l'attenzione sulla violenza trasversale e profonda esercitata dalle nuove mafie. La mafia non è più soltanto la secolare organizzazione criminale, gestita dal popolo. La mafia è un nuovo modus vivendi fatto proprio dalla borghesia delle professioni, che usano come una loro proprietà la sanità, l'ambiente, i lavori e i denari pubblici, il voto". Così il portavoce nazionale dell'Italia dei Valori Leoluca Orlando nella giornata della memoria delle vittime di mafia.

giovedì 20 marzo 2008

Viva San Giuseppe

Anche quest'anno, più alte che mai, in città hanno bruciato a lungo le vampe dedicate a San Giuseppe protettore dei maestri d'ascia e degli ebanisti. Personalmente ho temuto per quella che nella foto "stride" in via Cappuccini. Vi ero passato davanti prima del buio e la gigantesca catasta di vecchi legni era circondata da decine di poliziotti cui si era aggiunta una grossa ruspa evidentemente fatta arrivare per portare via il legname accatastato in maniera semplicemente geniale. Ma alla fine hanno vinto i ragazzi del quartiere. E dalle fiamme ritratte nella mia foto qualcuno ha perfino visto levarsi contorcendosi e con le braccia levate il Genio del Fuoco.
Perciò ancora una volta"evviva San Giuseppi, 'u patri di Diu". (l.f.)

giovedì 13 marzo 2008

Gli scongiuri non evitano la sconfitta.


Corna verso il cielo, corno rosso in stile napoletano e ferro di cavallo non sono serviti ad evitare un doloroso tonfo casalingo alla simpatica squadra del Real Palermo. Come si può vedere dalla foto scattata da Michele Iannello, lo speciale "Oscar della simpatia" domenica scorsa è stato assegnato ai tifosi e appassionati della squadra palermitana, che hanno esposto questo striscione per tutto l'arco della partita. La gara per la cronaca ha visto l'affermazione del Pro Mazara per 2 a 1.

a.g.

martedì 11 marzo 2008

Eppure il vento soffia ancora


Le bandiere realizzate dagli studenti delle scuole di Altofonte, Monreale e Palermo che hanno aderito al progetto "Io sono il fiume Oreto dell'Umanità", voluto da Antonio Presti (il creatore della Fiumara d'Arte), hanno sventolato per quasi un anno, dal marzo del 2007, lungo la circonvallazione di Palermo. Richiamare l'attenzione di tutti sul Fiume Oreto, riportare (o portare per la prima volta) la legalità lungo il territorio che ne è attraversato (eliminare quindi discariche, costruzioni abusive, accapparramenti di terreni), recuperare quanto ancora possibile per fare di questo luogo (a cui Palermo deve il suo stesso esistere e la sua storia, insieme agli altri corsi d'acqua, il Kemonia e il Papireto) un punto di bellezza, anzichè di "monnezza".
Speriamo che il vento che ha agitato queste bandiere continui a soffiare
Giuseppe Scuderi

domenica 9 marzo 2008

Le piste ciclabili

Annoso e non ancora risolto il problema delle piste ciclabili in città. Qualche tempo fa ne disegnarono una, ma solo compresa tra due striscie gialle sui marciapiedi di via Libertà. "Pista" che finì incongruamente così come era arrivata. Adesso, in attesa di una pista faraonica ampiamente annunziata dall'attuale amministrazione comunale, in via Roma i palermitani che tengono alla pelle oltre che a fare quattro pedalate almeno la domenica devono accontentarsi delle pisce ciclabili che abbiamo qui in città da quanto si videro in giro i primi velocipedi. A buon intenditor... ! E meno male, consoliamoci così, che almeno il tram qui non è più un desiderio.
(l.f. per testo e foto)

venerdì 7 marzo 2008

Franco Grasso, Partigiano della libertà.

Franco Grasso, critico d'arte, letterato e coraggioso oppositore del regime fascista (che ciò pagò col carcere e il confino), primo segretario della federazione comunista di Palermo, viene ricordato oggi, 7 marzo, alle 17.30 nella Sala Rossa del Politeama in via Turati. Nel ricordare a mio modo l'amico carisssimo scomparso a 94 anni lo scorso novembre, mi permetto di diffondere il bel ritratto che di lui fece il pittore Giambecchina. E ciò perche ricordo che ad ogni visita che ebbi l'onore di rendergli nella sua bella casa dalle pareti rivestite dalle opere dei più grandi maestri italiani egli mi accolse sempre con il suo indimenticabile sorriso seduto in poltrona sotto il grande ritratto del Giambecchina che egli stesso mi dette il permesso di fotografare.
Ti sia lieve la terra, e onore a te grande amico e maestro di giornalismo, testimone e protagonista della storia italiana di un intero secolo.
Lucio Forte

giovedì 6 marzo 2008

Nella città che se ne va...qualcuno rimane.

Era uno dei più esclusivi negozi per i dandy palermitani. Adesso chiude e nell'attesa di un nuovo e sicuramente più abbiente titolare la boutique continua tuttavia ad essere utile a qualcuno.(ph. Lucio Forte)

mercoledì 5 marzo 2008

Giovedì 13 marzo , Teatro Golden, ore 21.35 - Phill Woods & Orchestra Jazz Siciliana

powered by filippo fascella - per info: www.thebrassgroup.it

Ingresso monumentale siculo dorico alla Biblioteca Comunale.

Oggi l'accesso alla Biblioteca Comunale avviene attraverso lo splendido atrio che appartenne a Casa Professa. Un ingresso sicuramente più che dignitoso. Ma quando, per pari dignità, sarà ugualmente agibile lo storico ingresso dorico siculo (qui in una foto, del 3 marzo 2008, di Lucio Forte) sul fronte di Piazzetta Brunaccini ?

martedì 4 marzo 2008

il rosa di ballarò

Per il mio amico Professore.
Almeno per questo restauro possiamo dire che ce la abbiamo fatta. (l.f.)

ph. Lucio Forte

lunedì 3 marzo 2008

Lo Sporting risale la china



PROMOZIONE GIRONE A
SP.PALERMO-MAZZARRA’ 3-1
SP. PALERMO: Tabascio, Ferrara, Di Lorenzo, Vivacqua, Utro, Mauceri, Barone (90’ Chiappara), Balistreri, Basile (59’ Piazza), Marrella, Richichi.
MAZZARRA’: Munafò, Lipari, Bisognano, De Pasquale (46’ Giangrande; 53’ Calderone), Molica, Mazzeo, Bartuccio, Alessandra, Cannuci, Cama, Isgrò.
ARBITRO: Sucameli di Marsala
RETI: 64’ Molica (aut.), 76’ Calderone, 81’ Richichi, 87’ Piazza.
(a.g.) - Uno Sporting Palermo tutto cuore e agonismo batte un Mazzarrà svogliato e poco convincente. I palermitani hanno cercato la vittoria con ostinazione e alla fine ci sono riusciti. Sorride anche il nuovo tecnico Paolo Damiani che dovrà riuscire nell’impresa di evitare i play aut. Ma andiamo alla cronaca della partita: ad un primo tempo assolutamente scialbo di azioni e di emozioni si assiste ad una ripresa interessante e ricca di gol. Nella prima parte della gara a destare l’attenzione degli appassionati locali è il rigore sciupato dai padroni di casa: al 17’ fallo di mano in area di De Pasquale, dal dischetto tira Basile che trova Munafò pronto a deviare il tiro, ma sulla corta respinta si avventa sulla palla Barone che colpisce clamorosamente il palo. Sfortunati nell’occasione i bianconeri. Della squadra ospite non si vede nemmeno l’ombra. Nella ripresa si vedono i gol: al 64’ su un angolo di Ferrara, sfortunata deviazioni di Molica che mette la palla alle spalle del proprio portiere. Al 76’, però arriva il pareggio: i locali, che fino a quel momento non avevano rischiato nulla, subiscono la rete di Calderone. Per il Mazzarrà il pareggio sembra cosa fatta, ma la squadra messinese non ha ancora fatto i conti con il grande cuore dello Sporting: al 81’ Richichi firma il raddoppio; al 87’ Piazza s’invola tutto solo e con un pallonetto al bacio supera Munafò per il tris finale.
PRIMA CATEGORIA GIRONE A
RANGERS-SALEMI 4-1
RANGERS:Gandolfo, Carramusa, Corrao, Durante, Martino, Follari, Gnoffo, Lo Dico, Lucchese (77’ Barcellona), Pace (73’ Fanara), Monti (64’ Tolomeo).
SALEMI: Lo Iacono, Angelo (73’ Benenati), Daidone, Napoli (89’ Mendolia), Liberato, Messina, Leo, Canino, Agate, Figuccio, Galuffo.
ARBITRO: Costantino di Palermo
RETI: 4’ Lucchese, 19’ Martino, 55’ Monti, 63’ Daidone, 66’ Pace
(a.g.) - Un superlativo Rangers annichilisce un addormentato e frastornato Salemi e guadagna punti pesanti in chiave play aut. Partenza sprint per i locali che dopo poco meno di venti minuti si trovano già col doppio vantaggio: al 4’ la rete che sblocca il risultato la sigla Lucchese; il raddoppio è opera di Martino. In apertura di ripresa Monti fa il tris, grazie ad un diagonale forte e preciso. Non fa male la rete degli ospiti ad opera di Daidone, perché pochi minuti dopo Pace firma il poker.
SECONDA CATEGORIA GIRONE A
PALERMITANA-M.F.S. STRASATTI 1-1
PALERMITANA: Girgenti, Notaro, Altieri, Cracchiolo (90’ Savoca), Minì (83’ Mirolla), Adelfio, Pezzino, Genova, Parisi, Di Maio, D’Alessandro (45’ Di Trapani).
M.F.S. STRASATTI: Paladino, Puleo, Anselmi, De Marco, Bilardello, Pinto, Donato (68’ Russo), Bivona, Maggiore (62’ Zenone), Culicchia (87’ Catania), Aleci.
ARBITRO: Muratore di Palermo
RETI: 75’ Bivona, 93’ Parisi (rig)
(a.g.) - Le due migliori squadre della classe si presentano al “Lo Monaco” e danno vita ad una bella partita: intensa, gradevole ed equilibrata. La Palermitana è costretta a giocare per tutto il secondo tempo con un uomo in meno per l’espulsione di Genova. Il risultato di parità è comunque lo specchio della gara: al vantaggio ospite, al 75’, siglato su punizione da Bivona ha risposto, a tempo praticamente scaduto, Parisi che ha ristabilito la situazione di parità su calcio di rigore.
Rubrica a cura di Andrea Giarrusso

domenica 2 marzo 2008

Around midnight. Per il rosa di Palermo

Si è concluso a tarda sera e con calorosi applausi il concerto della Palermo Dixieland Jazz Band al Blue Brass dello Spasimo. Insieme al bandleader Enzo Romano al trombone ( ph. Lucio Forte) hanno suonato: Francesco Di Pasquale alla tromba; Onofrio Orlando al Clarinetto; Larry Nash al sax tenore, Manlio Pindaro al pianoforte, Guido Iraci al contrabbasso e "the last but not the least" il mitico Boris Vitrano alla chitarra e voce .